OGGI NON SI PUO’ ESSERE COMPETITIVI AL RIBASSO. NOI ABBIAMO PUNTATO SU UN DISCORSO AMPIO, FOCALIZZANDO L'ATTENZIONE VERSO IL BENESSERE VISIVO.

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Novellara (RE), 17 giugno 2013

Cinquant’anni di ottica…Ci racconti le origini.

Novellara, anni Cinquanta: mio padre era il farmacista del paese e, in quel periodo, preparava ancora molte medicine con il mortaio e i pestelli. Nel 1960, consapevole che la gente del paese aveva bisogno anche della fornitura di occhiali, aveva deciso di conseguire il diploma di ottico; così ogni fine settimana prendeva il treno e andava a Vinci per frequentare la scuola e diventare Ottico.

Ottenuto il diploma, aveva allestito nel retro della farmacia un piccolo ambiente attrezzato, con doppia entrata sia dalla farmacia sia dalla strada, adibendolo a negozio e laboratorio di ottica.

Ma … non aveva potuto vendere gli occhiali! Eppure era laureato, aveva anche il diploma di Ottico… mah! La legge era chiara: un farmacista doveva fare solo il farmacista, non poteva svolgere contemporaneamente due professioni. Provate a pensare oggi cosa vende un farmacista e quante cose sono cambiate: se in farmacia vendessero la cacca fritta, la gente la comprerebbe…

Era quindi stata mia sorella a diplomarsi e a dare continuità all’Ottica Barilli.

Nel 1973 è morto mio padre. Abbiamo dovuto necessariamente vendere la farmacia perché a mia sorella mancavano ancora due anni per diventare farmacista e la legge non ci permetteva di tenerla. Abbiamo quindi continuato con l’Ottica. In quel momento io avevo 19 anni, frequentavo la facoltà di Veterinaria all’Università e contemporaneamente collaboravo nel negozio di ottica, dove avevo imparato a tagliare e montare le lenti.

Nel 1977 ho preso il diploma di Ottico e nel 1985 quello di Optometrista. Abbiamo poi aperto un secondo punto vendita in un paese vicino. Successivamente si sono diplomati i miei figli e ne abbiamo aperto un terzo.

La crisi dei consumi e i cambiamenti di mercato hanno influito nel settore dell’ottica nella Sua zona?

Purtroppo quando la lobby composta da alcuni personaggi senza scrupoli, imparentati o collegati ad alcuni uomini politici di primo piano, ha intravisto la possibilità di entrare con gli occhiali nel canale della farmacia, è iniziato il “big bang” della vendita selvaggia degli occhiali pronti. Frasi del tipo: “non aspettare 10 giorni dall’ottico, prendi gli occhiali in farmacia” oppure “perché spendere tanto, quando in farmacia trovi l’occhiale pronto…” hanno sicuramente influenzato la mentalità della gente, che cerca sempre più il prodotto economico e di bassa qualità.

 

Quali provvedimenti ha preso o prenderà per essere competitivo?

Commercialmente non è possibile essere competitivi al ribasso, per cui abbiamo puntato su un discorso ampio, focalizzando l’attenzione verso il benessere visivo che abbiamo definito come “un insieme di servizi e soluzioni per risolvere i disagi visivi”. Naturalmente ci siamo impegnati sempre più a livello professionale frequentando corsi di optometria, ortocheratologia, visual training, posturologia, contattologia e corsi sull’implicazione della visione nella dislessia.

Quali sono a Suo avviso gli elementi differenzianti per un buon centro ottico oggi?

 

Oggi tutto è confuso, servirebbe più chiarezza e professionalità. Se il farmacista facesse il farmacista, se il giornalaio facesse il giornalaio, se il cartolaio facesse il cartolaio, se la sanitaria facesse la sanitaria, se la ferramenta facesse la ferramenta, se Bersani, anziché fare la “legge Bersani“ sul commercio, avesse fatto il politico… le cose andrebbero meglio.

Nel negozio di ottica fino a qualche anno fa gli elementi differenzianti erano la gentilezza, l’accoglienza e la pazienza; era poi importante essere preparati e capaci di spiegare tecnicamente le differenze fra i vari prodotti e materiali. Queste qualità sono ancora molto apprezzate dalle persone che cercano prodotti e servizi di qualità, mentre non sono più così fondamentali per quella clientela “mordi e fuggi” che dice di non aver tempo da perdere e si accontenta: “li uso solo per leggere…..mi servono solo per guidare…..li uso solo alla sera per guardare la tv…”.

Nel futuro prossimo solo la professionalità fatta in multidisciplinarietà con osteopati, posturologi, naturopati, oculisti, ortodonzisti, pediatri, fisiatri, psicologi, logopedisti, ecc. sarà il richiamo migliore per i giovani utenti che, all’interno di questo approccio interdisciplinare, vedranno anche l’ottico-optometrista come uno “specialista”. Anche la contattologia, svolta in modo serio e completo, potrà essere importante per elevare l’offerta specialistica dell’ottico-optometrista.

Questa è la mia esperienza. Da 40 anni sono impegnato con lenti e occhiali e mi sento di affermare che ogni professione va svolta con impegno e competenza, ogni giorno. E’ questo uno dei grandi insegnamenti che mi ha trasmesso mio padre, con l’esempio del suo lavoro di farmacista effettuato con serietà e professionalità.

Se così avverrà, molte cose miglioreranno.

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