NEL 2014 PROIETTARSI IN UN CONCETTO DI LAVORO CONDIVISO

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Maglie (LE), 23 ottobre 2013

 

Sono molteplici gli aspetti da considerare nella valutazione dell’anno 2013 che si completerà con l’ultimo trimestre e quindi un forte e mai banale percorso dello scenario economico, politico e sociale, in cui le condizioni di vita sono state segnate da fragilità, da tensioni e da marcate vulnerabilità.

Purtroppo i suddetti meccanismi sono alla base di trasformazioni di categorie e, a mio parere, anche quella nostra si è trasformata perdendo di AUTENTICITA’.

L’AUTENTICITA’ che oggi affascina i consumatori culturali e ha a che fare con l’economia e con il potere: affermare l’autenticità di una categoria implica che il gruppo sappia cosa fare di questo “carattere autentico”, come rappresentarlo al meglio, come adoperarlo per dare nuova forma ai diritti di proprietà, affinché vengano rispettati gli SPAZI AUTENTICI e per cui una “POLITICA” permetta una trasparente e valida espressione della nostra categoria.

Il 2014 impone delle “puntuali attese” volte a riorganizzarsi per far riemergere le energie, per ri-tratteggiare la strada delle scelte verso cui dirigere il nostro focus, per evitare quindi di stanziarsi nell’incertezza e nella crisi, evitare di macerare in situazioni in cui si può consumare energia vitale e memoria di futuro.

Non più l’utilizzo di strategie di riparo, falsificazioni, mascheramenti purtroppo sempre presenti come tentazioni quotidiane, ma l’auspicio a proiettarsi in un concetto di “lavoro condiviso”, o CO-WORKING, che mira ad etichettare la nostra professionalità in quella dimensione che sta a cuore a tutti: la SALUTE.

Essa è l’elemento centrale della vita, è una condizione indispensabile del benessere individuale e il nostro lavoro, la nostra professionalità deve mirare a perseguire l’obiettivo primario che è proprio la SOSTENIBILITA’ DEL BENESSERE.

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