IN PASSATO MI SONO SENTITO COME DICEVA DE ANDREai??i?? IN UNA VECCHIA CANZONE: ai???NON OTTICO MA SPACCIATORE DI LENTIai???.

Dì che ti piace questo articolo!

Quartucciu (CA), 23 maggio 2013

Ci parli a ruota libera della Sua esperienza formativa, professionale e personale nel settore dellai??i??ottica.

La mia esperienza professionale A? iniziata in quel lontano 1974 quando dopo la maturitAi?? scientifica, non avendo ancora le idee chiare su cosa fare, mi sono trovato in maniera del tutto casuale, a frequentare e conseguire il diploma che mi abilitava alla professione di ottico, trovando subito un impiego durato nove anni presso un centro ottico avviato.

Ma durante questi anni, che sono stati di grande importanza, mi sentivo sempre piA? come cantava De AndrA? in una sua vecchia canzone “non ottico ma uno spacciatore di lenti“.

CosAi??, nei primi anni Ottanta, A? iniziata la mia avventura da imprenditore nel mondo dell’ottica. Mi considero fortunato perchAi?? ho vissuto in prima persona i vari cambiamenti che il settore ha subito negli anni e continua a subire. Mi sono reso conto che come cambiavano lo stile di vita, le attivitAi?? lavorative, i rapporti con l’ambiente, la semplice cultura dell’ottico non era sufficiente per soddisfare quelle che erano le varie richieste del consumatore, immerso in questa nuova societAi??, con i suoi ritmi, col passaggio da quell’area tridimensionale nella quale si era sempre misurato, a quella bidimensionale, decisamente compulsiva, quale l’ambiente, i media, i vari sistemi informatici, eccai??i??

Mosso dalla curiositAi??, dal desiderio di sapere e capire e il fatto di sentirmi impotente di fronte al lamento sempre piA? evidente del cliente, ho iniziato a frequentare la scuola di specializzazione in optometria. Col passare del tempo mi sono accorto che quel mestiere non rappresentava piA? un semplice lavoro: si era trasformato in una vera e propria passione a vantaggio sempre del solito utente finale, del suo benessere e del suo comfort visivo .

Le mie curiositAi?? e la mia sete di sapere per fortuna non mi hanno mai abbandonato portandomi poi a frequentare vari corsi di specializzazione: da optometria funzionale a quella comportamentale, dall’esame visuo-percettivo al visual training, dall’esame visivo integrato all’esame visuo-posturale.

La nostra optometria A? una scienza in continua evoluzione; ha ragione De Crescenzo quando dice “A? stupido colui che A? convinto di sapere“.

Io credo che la sintesi massima dello sviluppo dell’uomo, soprattutto in ambito professionale, si possa ottenere grazie ad un giusto mix tra sapere ed essere.

Uno scrittore russo di cui non ricordo il nome ha affermato: “allorchAi?? il sapere predomina sull’essere , quello A? certamente un uomo che sa, ma non ha il potere di fare, A? un sapere inutile. Al contrario quando l’essere predomina sul sapere, quest’uomo ha il potere di fare, ma non sa che cosa deve fare” Condivido in pieno questo concetto perchAi?? A? sempre stata mia ferrea convinzione che le fasi formative del sapere dell’uomo sono tre ben separate e distinte, ma imprescindibili: il sapere vero e proprio, il saper fare e il saper essere. Ogni professionista che si rispetti, per essere completo, deve inevitabilmente compiere questo percorso. Come sono pure convinto che l’arte dell’ottico si regga sulla scienza dell’optometria. L’ottico-optometrista rappresenta la sintesi tra arte e scienza, dove l’arte A? l’attivitAi?? basata sulle competenze nel campo specifico dell’ottica e la scienza A? conoscenza, A? l’optometria ( scienza della visione ); il mix ” essere -sapere” .

L’optometrista ha un ruolo di fondamentale importanza in questa societAi?? evoluta per le sue competenze, le sue capacitAi??, la sua formazione, tanto da essere l’unica figura in grado di capire e risolvere, in un ambito interdisciplinare, i vari disordini della visione binoculare, visuo-percettiva e visuo-posturale .

Mi rincresce dirlo, ma l’ottico che per varie ragioni non si A? evoluto di pari passo con la nostra societAi?? A? rimasto inevitabilmente “uno spacciatore di lenti”.

Gli occhi sono il modo piA? gentile del nostro cervello per toccare il mondo, dove il piA? delle volte due sole lenti non bastano …!

 

[custom_author=antoniopilleri]

Facebook Comments